Pubblicato il: 26 Mar 2009

Che cos' l'apprendistato?

LAVORO E NORMATIVA: L'apprendistato - Cos' e come funziona?

L'apprendistato è uno speciale rapporto di lavoro in forza del quale l'imprenditore è obbligato ad impartire, nella sua impresa, all'apprendista assunto alle sue dipendenze, l'insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato, utilizzandone l'opera nell'impresa medesima. Qualunque datore di lavoro può assumere apprendisti che intendano conseguire una qualificazione per la quale occorre un addestramento pratico ed un insegnamento tecnico professionale.

L'apprendistato è ammesso in tutti i settori produttivi, e la sua durata non può superare quella prevista dai vari contratti collettivi di lavoro, e comunque non può essere di durata inferiore a 18 mesi e superiore ai 4 anni (può essere elevata a 5 solo se previsto nel Contratto Nazionale). I periodi di apprendistato svolti presso più datori di lavoro, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e purchè si riferiscano alle stesse attività, si accumulano ai fini del raggiungimento della durata massima prevista, mentre i periodi di sospensione per malattia, infortunio, chiamata alle armi, maternità non vengono conteggiati agli stessi fini.


Il numero di apprendisti che l'imprenditore, non artigiano, ha facoltà di assumere nella propria azienda non può essere superiore a tre qualora lo stesso abbia alle proprie dipendenze meno di tre lavoratori qualificati o specializzati o non ne abbia affatto (per gli artigiani i limiti numerici sono stabiliti dalla legge 443 del 1985). E' previsto un periodo di prova, che però non deve superare i 2 mesi, e che deve risultare da un atto scritto. L'orario di lavoro degli apprendisti non può superare le 8 ore giornaliere e le 44 settimanali. Il datore di lavoro è tenuto a retribuire l'apprendista in base alle previsioni dei contratti collettivi, e la retribuzione deve essere graduata in base all'anzianità di servizio.

Per quanto riguarda l'assunzione bisogna diversificare tra:

- aziende non artigiane: l'assunzione può essere attuata tramite richiesta nominativa e il datore di lavoro è tenuto a indicare il nominativo dell'apprendista alla Sezione circoscrizionale;
- aziende artigiane: il datore di lavoro è tenuto ad assumere i giovani apprendisti direttamente, con conseguente comunicazione alla Sezione circoscrizionale per l'impiego entro i 10 giorni successivi. Per essere assunti occorre l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro, ed è inoltre necessaria una visita sanitaria (le cui spese sono a carico del datore di lavoro). Si ricorda che, al fine di diffondere maggiormente l'apprendistato, sono previsti degli sgravi sui contributi a favore del datore di lavoro, e detti benefici contributivi sono mantenuti per un anno qualora il rapporto si trasformasse da temporaneo in continuativo.

LIMITI DI ETA': con l'art. 16 della Legge n.196 del 24 giugno 1997, che vuole rivalutare e potenziare l'apprendistato, vengono fissate nuove e importanti disposizioni su questo argomento. L'età di accesso all'apprendistato viene ampliata: l'età massima viene portata a 24 anni, elevabile a 26 anni nelle aree dichiarate dalla CEE obiettivi 1 e 2 (per i portatori di handicap l'età fissata è di 26 anni, ulteriormente elevata di 2 anni per le arre suddette), ferme restando le possibilità di ulteriore estensione decise dalla contrattazione collettiva nell'artigianato. Per quanto invece riguarda l'età minima dell'apprendista, essa è stata modificata con l'entrata in vigore della Legge n. 9/99 che fissa i nuovi limiti per l'adempimento dell'obbligo scolastico, e della Legge n. 345/99, che fissa secondo le normative Cee l'età minima di ingresso nel mondo del lavoro.

Alla luce di queste nuove norme, unitamente a quanto stabilito dalla Legge 196/97, può essere assunto come apprendista un giovane di età non inferiore ai 16 anni, ovvero 15 per il settore artigianato. A tale riguardo, però, la lettera circolare del Ministero del lavoro, protocollo n. 5/27920/70 del 10 novembre 1999 ha apportato ulteriori modifiche: infatti la precisazione del Ministero chiarisce che l'effettiva operatività del limite di 16 anni sancito dalla legge 196/97, deve ritenersi differita a far data dall'effettivo innalzamento dell'obbligo scolastico a dieci anni. Insomma è ancora possibile assumere come apprendisti giovani d'età inferiore a 16 anni, ma rispettando le nuove regole stabilite a proposito dell'istruzione obbligatoria e della tutela dei minori. Inoltre si offre l'opportunità di legare l'assunzione anche part-time di giovani apprendisti all'uscita morbida di lavoratori anziani che passano al lavoro a tempo parziale. L'apprendistato potrà essere effettuato in tutte le imprese, anche quelle agricole, e potrà riguardare tutti i giovani, indipendentemente dal titolo di studio posseduto.

Maggior rilievo viene anche dato all'impegno formativo dell'apprendista: con il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 dell'11 dicembre 1996, l'impegno formativo viene fissato in 120 ore medie annue, prevedendo un impegno ridotto per i soggetti in possesso di titolo di studio post-obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all'attività da svolgere. I contenuti delle attività formative vengono fissate dal Decreto del 8 aprile 1998 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile 1998 e dalla Circolare del 16 luglio 1998, n. 93/98 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 luglio 1998.

 

Manifestazioni

Turismo e Cultura